Antonio, ci salvi dagli italiani, o no?

UPDATE:  Non potete capire il dolore di aver ripreso a fare il critico televisivo, sull’Opinione, come penso sappiate, senza poter scrivere di Antonio, dopo lo sua svolta drasticamente radiofonica.

Il nostro maggiore giornalista televisivo, Antonio Caprarica, tanto è una mistura di umorismo leccese e british – sempre incravattato nel corpo eppur quasi sbroccato nell’animo; barbuto, ma mai barboso – quando ci corrisponde da Londra; che le volte in cui si ritrovi a farlo niente meno che dal suo scrittoio – e lo si colga un po’ troppo professionale e furbetto per uno che tanto ci aveva illuso di essere una creatura la cui fluttuanza fra più mondi era stato il principale superpotere da forese del mondo – ci delude un poco. Mai mi sarei aspettato, in questo Dio ci salvi dagli inglesi… o no!?, tanti dati alla mano da un mio idolo, che finisce per apparire – le volte in cui non sembrasse un Severgnini meno spiritoso e giovane, ma più intelligente e acculturato – nient’altro che un altro giornalista-scrittore italiano. Anche se molti ammetteranno che non è, comunque, poco.

(Nella librerie di provincia in cui mi capita di scroccare in questi giorni – si sa – le difficoltà per un book-sharer della mia fatta distolgono a volte i meno convinti. Ma è bastato chiedere ad una cassiera quantomeno incuriosita se si potesse fumare; da quanto tempo fosse aperta la libreria in questione; dove se ne potesse trovare una con una sezione di editori stranieri, che poi mi è tutto filato liscio come manco a Trafalgar davero).

8 Responses to “Antonio, ci salvi dagli italiani, o no?”


  1. 1 polopolopollon marzo 30, 2006 alle 10:50 am

    io adoro incontrarlo per sbaglio al bancomat sotto casa!!!

  2. 2 venerablebidet marzo 30, 2006 alle 12:29 pm

    con la moglietta, che è pure una bella signora?

  3. 3 olivaw aprile 2, 2006 alle 4:08 pm

    be a lecce siamo orgogliosi del nostro “caprarica”. c’è anche un paese che si chiama come il suo cognome.. saluti gigi

  4. 4 venerablebidet aprile 2, 2006 alle 5:49 pm

    Quel paese, gli è infeudato per vie traverse, o proprio glielo hanno eventually dedicato?

  5. 5 Giorgia aprile 7, 2006 alle 4:10 pm

    Ma mi son rincitrullita o ultimamente ho visto/sentito il sor Caprarica fare il corrispondente da Parigi (laddove nei collegamenti da LonTra appare invece la faccia di un altro tizio che non so chi sia, ma non mi sta un granché simpatico…)??
    Arispedìte Caprarica a LonTra!!!!

  6. 6 venerablebidet aprile 8, 2006 alle 2:02 am

    Ufficialmente per suo desiderio, Caprarica non è più londinese da quando pensa di "[aver raccontato] Londra di dritto e di rovescio. Non volevo diventare la versione caricaturale del Big Ben" (Panorama).

  7. 7 Andrea maggio 18, 2006 alle 2:27 pm

    Ho letto anch’io Caprarica.
    Una vera delusione. Il libro e’ si’ ricco di informazioni e curiosita’ sulla vita inglese, ma e’ pieno di errori e imprecisioni. Faccio alcuni esempi: 1) Caprarica cita il “Gherkin”, il nuovo grattacielo della city (30 St Mary Axe) a forma appunto di cetriolo che e’ uno dei nuovi simboli di Londra. Ma dalla descrizione si capisce che lui si riferisce invece all’edificio del City Hall a lato del Tower Bridge. Ma quello mica e’ il “Gherkin”! 2) Parla dell’ “Hyde Park Corner”, dove ogni domenica si posso sentire discorsi pubblici e dibattiti. Ma anche qui sbaglia: e’ lo “Speaker Corner”, non l'”Hyde Park Corner”!!! Non voglio credere che non sappia neppure questo, ma almeno ha riletto quello che ha scritto? E cosi’ via via con questo genere di inesattezze. Tutto il libro e’ solo una “copia e incolla” dal “Daily Mail” per i gossip e dal libro “The English: A Portrait of a People” di Jeremy Paxman per il resto. L’unica cosa che mi e’ piaciuta e’ la descrizione di una cena in un vecchio college di Cambridge (il Pembroke). Ho provato le stesse sensazioni. Ma e’ davvero poco per un giornalista della sua fama. Spero che adesso che sta a Parigi esca un po’ di piu’ di casa e veda come la gente vive veramente. Sono un lettore deluso.
    Ciao ciao

  8. 8 venerablebidet maggio 18, 2006 alle 5:19 pm

    Caro Andrea, grazie del tuo commento. Hai visto, a proposito, alcune delle peggio riuscite pubblicità per i giochi olimpici del 2012? Ancora più erotizzanti il Gherkin di Basic Instinct 2 – in cui, pure, la maggior parte dei trasfert fra Sharon e il suo analista vengono inscenati – quelle immagini (es. http://snipurl.com/qmt5) finiscono per promuovere una nuova forma di salto con l'asta, più ancora che fallo-centrica: fallo-propulsiva.


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