Archivio per aprile 2006

La Caimana

Mrs. Henderson presents, malamente noleggiata ieri – e soprattutto se è sul serio veramente esistita – riguardo certe politiche di marketing è parsa la versione teatrante di una Berlusconi femmina ante-litteram – to say nothing about le tette di Kelly Reilly (quella stessa, deliziosa Miss Bingley in un Pride & Prejudice perfino per altri versi memorabile; e pure intravista in The Libertine, l’opera non troppo svogliata in cui, per altro, la maggior parte del cast del suddetto Pride, con l’eccezioni dei rispettivi protagonisti, faceva un suo possibile opposto dantesco: lei, nella fattispecie, era un grossissimo puttanone).

Via Crucis, numero 21.0975

La prima gara podistica della vita mia l'ho percorsa fra tre comuni pochissimo limitrofi di certe terre nel Sud, e davvero poco c'è mancato che alle metafore para-cristologiche dei bambini satanici alla Mel Gibson, che mi spugnavano agli incroci, si aggiungesse un Longino contemporaneo – autoctono pigrissimo e sfottente; per quanto invecchiato, da convertire ai piaceri della fatica – che volesse accertarsi del mio effettivo stato di salute al diciassettesimo chilometro incidendomi il costato colla punta del bastone da passeggio. Ma la macedonia accettata e bissata dalle donne del luogo all'arrivo; la mezza minerale neanche stappata, eppure offerta ingenuamente da un bimbo molto meno diabolico dei primi: ristoratore non ufficialmente inquadrato dall'organizzazione, ma non per questo meno riconosciuto dal più modesto fra i suoi beneficiari; la mia professoressa di matematica delle medie in lizza; insomma, spero di farne ancora diverse altre.

A retro-smoking advice for dietro-logicians

Come ho detto al mio pusher di pipe di provincia, l'intenzione era quella di non uscire di casa fino alla certezza non dico matematica: giuridica di una vittoria che, a lungo andare, potrebbe upgradare i blenders dei tabacchi che pigio; e dunque non pagargli ancora la Peterson (canadian shaped, and in a smooth Galway finishing) che avevo preso da lui il giorno prima del voto – più che altro perché, in cambio di preziose informazioni su dove procurarsi dei Tupac Shakur di suo interesse, ed il tutto trasfigurando ogni mia immagine precedente di fumatore rétro, perché fornendogliele nientemeno che tramite un già citato browser per telefonini (per ristabilire le proporzioni, la prossima gli chiederò dello snuff al mentolo).
Ma qui si sta davvero esagerando.

La meglio Große Koalition

Il giro di vie dintorno a lu caffé è una delle cinque-sei cose preferibili di questo mio soggiorno nella patria, e perfino includendo fra di esse le disponibilità di benzina semi-gratuita e di amiche d'infanzia a pagamento.
Accade che uno degli ultimi cantieri per la ri-pavimetazione a basoli separi di pochissimo due locali diversamente cult della città, e che una sola stretta passerella permetta tanto agli utenti dell'uno di raggiungere il proprio luogo di ritrovo preferito dopo aver lasciato, bene che vada, la Austin Metro sopra un marciapiede nelle lontananze; quanto agli affezionatissimi dell'altro di fare appena in tempo per il sottofinale del quartetto jazz, percorsi in tutta fretta i settecento metri più o meno restaurati che gli separano questo crocicchio dal palazzo barocchetto. Così, è salvando a stento le apparenze, che certi tossici sono forzati ad un inaspettato struscio contro finestre e fanciulle che non avevano mai odorato in fila al C*********; nell'attraversare quello che è il ponte levatoio della loro moralità di ribelli di mestiere; mentre i loro rivali di una vita possono osservare per la prima volta veramente da vicino un autentico punk-a-bbestia da tre generazioni, di cui una ante-litteram. C****, detto lu ****, che l'odioso percorso l'ha già compiuto, nel salutare compassionevole un Cici ancora impegnatovi, darebbe metà della trequarti che finalmente sorseggia, pur di non dover assistere, inerme, alla vista del vecchio amico – il più debole della compagnia; orribilmente compromesso e contaminato – che s'innamora seduta stante di una figlia di Maria masterizzata all'estero, colta nell'atto di rimpatriare una delle prime due o tre cose che diede via.

Non c’è più religione

Il mio amico che attualmente detiene l'aspetto più sessantottino, e per giunta proveniente proprio da Parigi dove, tra una sommossa e l'altra, ricerca in bizantinismi; proprio ieri mi è tornato per le elezioni e Pasqua, somme toute. Allora lo faccio venire all'ultimo comizio dello zio. Finiamo per intrattenerci con degli anti-sommossa sulle potenzialità anti-droga del beagle di mia sorella. Terminati gli argomenti pro e contra, prendiamo un wiskey e un cappuccio. Restano di sinistra la battuta di D'Alema su di un Berlusconi nient'affatto Robin Hood, ma sceriffo di Nottingham; la reale, successiva bevuta con autisti ed assistenti vari; la mia volontà di correre ad allenarmi entro una mezz'ora sull'unica collina dei dintorni.

Punti di vista

Aspettare dall’oculista tre quarti d’ora giocando ad Asphalt: Urban GT 2* sul cellulare, con quasi il tifo di vecchiette astanti in piene allucinazioni da collirio – che l’avranno creduto l’ultimo ritrovato in fatto di Tg4 broadcasting – non ha prezzo. Per tutto il resto, di visita sono 90 euro.

* Veramente un grande gioco. Il migliore in Java per cellulare dopo Prince of Persia Warrior Within, con grafica da Game Boy Advance in 222 kb e 5 euro di scaricamento wap (ma, mi raccomando, solo se ci avete la flat). La cosa più geniale in assoluto – ma se era scontata non ditemelo – è il fatto che si sfrutti la vibrazione del telefonino per rendere l’effetto di un urto contro un veicolo o un ostacolo.

I beagles – cani da rimorchio

In quante città, villaggio o piccolo isola saprebbero cambiare il volto a un pomeriggio! Dimostrazione sublime non di un'eccezione: di un dolce caso particolare del detto per cui, allora, chi non amasse gli animali, quante donne non potrebbe amare!

(la foto è di Carlotta)


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