Archivio per maggio 2006

Non temere Ema, ora ci penso io!

Metto subito le mani avanti.
Non sono di quelle che qualsiasi cosa faccia gli danno contro. Non ho avuto niente da dire, à tiempi, sul fatto che un erede Savoia, non appena ammesso a varcare le frontiere della Repubblica a seguito di un complesso iter di modifica costituzionale, abbia ritenuto strumento appropriato per sbandierare la propria italianità l’essere testimonial di disgustosi cetriolini sott’olio.
Quasi quasi mi piacque e mi parve persino dimostrazione di un insperato sense of humor. “Guarda tu che simpatico … Saranno state le scuole ginevrine” pensai.
E ora? Che dire ora?
D’accordo, è vero, manco in quella prima esperienza pubblicitaria dimostrava una grande espressività… ma in fin dei conti doveva solo sponsorizzare dei robini verdi ed unti. Non serviva alcuna speciale interpretazione, suvvia!
Ora, al contrario, si è fatto promotore di una linea di occhiali da sole pensati per gente affascinante, charmant, di mondo… insomma un po’ com’è lui. Cosa? Com’è lui? Con quell’espressione ebbbete là? Ma stiamo scherzando? Ma l’avete visto?
Avanti Ema, dicci ò vero: perché ti sei impelagato in ‘st’impresa più grande di te?
Ammettilo, hai toppato: questa scelta qua proprio non l’hai imbroccata.
Ma lo capisco, non sei tu: sarà certamente colpa di qualche smidollato che smidollatamene ti consiglia male.

Non ti preoccupare, Ema: da oggi mi occuperò io di te. E ti dirò di più, sono talmente brava che già mi sto dando da fare. Senti qua: mi hanno detto che TonnoNostrOmo sta cercando volti nuovi. Ho già mandato il tuo book!

Quell’uomo è pericoloso!

Parlo di Paolo Del Debbio, ai più reso noto grazie alla brillante imitazione di Gene Gnocchi che lo ha simpaticamente ribattezzato Eugenio Del Dubbio.

E parlo non perché pensi che l’unica plausibile spiegazione di quella inqualificabile capigliatura è che si creda la reincarnazione mannheimeriana di Lucio Battisti e dunque tema per la sua igiene mentale.

No. È che in lui vedo la più becera personificazione della partigianeria, della faziosità e della demagogia.

Motivazione forse banale ma senz’altro sincera.

E non ha niente a che fare col più divertente e geniale Emilio Fede in cui il ribrezzo per gli Altri ed il debole per le Altre fanno scattare qualcosa di semplicemente ineffabile.

I guai non vengono mai da soli

È proprio vero.
Pensate un po’ a quali disastrose conseguenze ha comportato la produzione della più recente fiction “Dalida”. Per gravità crescente:

  • il fragile Luigi Tenco interpretato dal possente Alex Gassman;
  • varie inutili lezioni di dizione cui è stata sottoposta la protagonista per levarle quell’inconfondibile parlata fianese;
  • il nuovo spot di garnier nutrisse crema in cui la ferillona anziché recitare il mea culpa per quell’orribile biondo stopposo e chiudersi in casa per mesi, aspettando una mai tanto desiderata ricrescita, si propone quale testimonial del prodotto che ne ha ulteriormente aggravato la credibilità interpretativa. Non agli occhi di tutti, però. Evidentemente qualcuno che ha gradito il cambiamento di look c’è stato, dal momento che il suo nuovo love affaire è sbocciato proprio in quei giorni lì.
    Eh si, l’amore dev’essere cieco (… ed ex d.g. Rai, Presidente della Fiera di Milano, architetto…).

Perché quando Giulietto morde…

morde!

Un Tremonti più che inacidito commenta, sarcastico come non mai, la recente intervista rilasciata dal nostro nuovo responsabile della Farnesina nientepopòdimeno che alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, senza celare una certa fierezza per la declinazione al femminile.

Maximino l’ha sparata grossa, pare: ha azzardato parallelismi pindarici, trooooppo pindarici e Giulietto – che certo una domenica di fine maggio non se la passa spaparanzato al mare sul megamaterassino matrimoniale rossoeblu pensando se sia meglio un Solero oppure un bel Cornetto alla faccia della pancia, ma preferisce di gran lunga dedicarsi alla rassegna stampa dei principali quotidiani europei – non si voleva lasciar sfuggire la più ghiotta occasione di bacchettarlo.

E giù con gli insulti, velati ma manco tanto.

Il risultato è apprezzabile of course: una divertente schermaglia tra i soliti compagni di classe.

Guai a chi ce l’ha con Rosy!

… è pur sempre una signora!

E bravo Mastellone!

Battesimo del fuoco per il nostro Prode neoGuardasigilli.
Ebbene si, hanno beccato anche lui nelle intercettazioni del mitico Moggi. Che faceva? Era il 9 febbraio 2005 quando il Clemens – per bocca del suo fido portavoce – chiedeva CONSIGLIO su come formulare un comunicato stampa ai danni di un tale Ermanno Pieroni, già ospite delle patrie galere nonché ex patron della pluripremiata A.C. Ancona.

Il disgraziato aveva avuto l’imperdonabile torto di andarci giù pesante, sostenendo che “Moggi ha in mano una ventina di club tra serie A, B e C, controlla il mercato attraverso la Gea, minaccia chi si oppone ed elimina gli avversari grazie ad una imponente rete di amicizie e collusioni istituzionali”.
Anatema! Andava senz’altro punito, chiaro.
Una volta concordato il tutto, l’Ansa pubblicava il severo giudizio del Ceppalonicons. E così sia. Poi è scoppiato il casino.

È cronaca di qualche giorno fa che Mastino(?)Mastella non esitava a dedicare le sue prime esternazioni da Ministro della Giustizia alla deplorevole ed abusata prassi di pubblicare le intercettazioni telefoniche: maledetti i giornalisti giustizialisti.

Coda di paglia?

Tira più un codice da Vinci che…


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