L’irrispettosa fiction su Rino Gaetano

Vi anticipo qui una parte di un mio pezzo sulla fiction su Rino Gaetano (Rai Uno), che uscirà domani sul quotidiano L’Opinione.

[aggiornamento: l’articolo completo è qui]

Nella fiction su Rino Gaetano lo spreco di talento degli interpreti avviene in un ordine di grandezza molto importante. Certo, non sarà evidente come nell’ultimo Guerra e pace (stiamo pur sempre parlando di Chiatti e Santamaria, per quanto cantino spesso), ma basta perché i fan più hardcore del cantautore calabrese possano cominciare ad aggiungere, alle celebri litanie laiche dell’immortale brano Ma il cielo è sempre più blu: “C’è chi si gira nella tomba”, canticchiandolo in cuor loro forse con leggero cattivo gusto, ma non del tutto a torto.

I grossi problemi della mini-serie, in verità, paiono principalmente due. Il primo è lo stesso che si commette puntualmente ogni volta che un critico, uno storico o uno sceneggiatore mediocre compie un approccio insincero e, appunto, mediocre alla biografia di una persona eccezionale, che non comprende ma che deve fingere di comprendere per lavoro. E vale a dire il tipico effetto Caravaggio, che per secoli fu ritenuto, prima ancora che quel pittore sublime – per quanto profondamente immerso nella realtà – da sostenitori e detrattori, rispettivamente un genio o un folle per lo stesso, identico motivo: perché il ragazzo beve troppo, il prezzo della creazione è stata una vita insalubre, consideriamolo maledetto.

Fatte le dovute proporzioni, questa è una semplificazione che, naturalmente, non vale neanche per Gaetano, come in genere non valgono mai le semplificazioni dettate non dalla sintesi o dalla riflessione, ma dalla voglia di celare alla meno peggio l’equivoco, la mistificazione o, misfatto ancora meno depenalizzabile, nel 2007: il didascalismo.

Nemmeno il popolo televisivo, per quanto in basso possa cadere, può credere alla scena di apertura della fiction, in cui la recitazione di Claudio Santamaria (una delle poche promesse non ancora mancate del nostro cinema, da quando si è deciso di smettere di sopravvalutare, senza che questo sentimento fosse particolarmente ricambiato, l’attore Stefano Accorsi) lotta invano contro la scrittura dei suoi sceneggiaotri. Lunghe sequenze lo portano nientemeno che a ubriacarsi in casa sua negli anni ottanta, mentre tutto ci sembra talmente normale che solo la tipica colonna sonora strumentale da fiction italiana, interrompendo il brano di Rino dei titoli, Mio fratello è figlio unico, riesce nel compito, tristissimo ma necessario, di ricordarci che stiamo guardando proprio una fiction italiana.

21 Responses to “L’irrispettosa fiction su Rino Gaetano”


  1. 1 Gattide novembre 12, 2007 alle 1:09 pm

    Mi ritrovo in tutto e per tutto!!!
    Anch’io ho avuto le stesse sensazioni!
    Ho scritto un pezzo sicuramente meno bello del tuo ma che dice più o meno le stesse cose.
    Se ti va dagli un’occhiata

    http://www.cinematocasa.it/blog.asp?id=61

  2. 2 venerablebidet novembre 12, 2007 alle 6:26 pm

    D’accordissimo, soprattutto con la parte in cui dici quanto fosse ridicolo (oltre che falso) il rapporto conflittuale col padre-padrone. Che autori di desolazione spirituale.

  3. 4 rino novembre 13, 2007 alle 10:24 am

    Della fiction salvo solo il finale e il buon gusto di non mostrare la scena dell’incidente. Credo sia irrispettosa di un cantante che è stato un mito.Invece di sottolinearne la genialità hanno fatto sue manie di grandezza che non appartenevano al grande Rino, dipingendolo come un debole e un alcolizzato!peccato!gli attori, secondo me, erano all’altezza!

  4. 5 Ettore novembre 13, 2007 alle 10:56 am

    Fiction và bene, mistificazione della realtà assolutamente no.

    Sceneggiattura a dir poco pessima.

    Cosa è mancato ?

    – quel falso rapporto conflittuale col padre andava reimpostato come logico timore paternale per l’incerta via artistica a scapito del maledetto posto fisso sicuro. E comunque si doveva evidenziare l’immenso orgoglio familiare nel vedere Rino farsi strada;

    – il personaggio andava inquadrato come istrione, come “anarchico”, ma dotato di talento artistico straordinario, profondamente disgustato della società e dei suoi poteri forti, che derideva con le sue canzoni;

    – il periodo storico degli anni ’70, dove per cantare ciò che cantava Rino occorreva essere semiserio o giullare: ed ecco la nascita del personaggio.

    – l’uso delle sostanze alcoliche o delle prime droghe leggere, ma assolutamente NO il suo abuso.

  5. 6 ampelman novembre 13, 2007 alle 3:05 pm

    Il bello dell’essere spettatore sta proprio in quel rapporto personalissmo che esiste tra la persona e lo schermo. Non sono per nulla d’accordo con l’analisi fatta.
    Posso comprendere le questioni legate alla verità. Ma è ovvio che filmicamente la vita di un uomo deve incanalarsi dentro certi meccanismi emozionali che è complesso rendere senza falsare, appunto, la verità.
    Io l’ho trovata un’ottima fiction, ben girata tecnicamente, ben interpretata, molto emozionante, forse un pò dispersiva nella seconda parte.
    Dentro al film ognuno ci trova qualcosa, prendendo appiglio dalla proprio persona, ed essere oggettivi è praticamente impossibile.
    Difatti la mia personalissima recensione http://ampelman.wordpress.com mostra che abbiamo visto 2 film completamente diversi

  6. 7 mario novembre 13, 2007 alle 4:31 pm

    Mi pare che siamo quasi tutti d’accordo nell’affermare che il prodotto che ci hanno venduto era un falso. Poco male siamo abituati a acquistare dalla Televisione pubblica prodotti taroccati.
    In tutti i campi cultura, informazione, sport, etc. etc.
    Con questa fiction si è toccato il fondo, perchè oltre ad averci propinato un prodotto scadente hanno commesso un grave reato verso l’uomo e l’artista Rino Gaetano. E’ stato ucciso una seconda volta.
    Una brerve riflessione.
    E’ mai possibile consumare due ore di pellicola, della seconda puntata, per farci vedere continue scene nelle quali si è visto l’artista in preda ai fumi dell’alcool, della solitudine e delle continue risse con il povero padre.
    Rino Gaetano era questo?
    No io dico proprio di no.

  7. 8 procolo guida novembre 13, 2007 alle 5:56 pm

    A proposito della fiction andata in onda ieri e l’altro ieri sulla Rai, Rino avrebbe potuto rispondere con…
    …META’ AFRICA META’ EUROPA
    “Africa il sole le dune è Africa
    lontana ma legata all’america
    i riti tribali di stregoni cardinali
    di ministri triviali è Africa

    Africa terra nera bruciata è Africa
    le bombe il sangue è Africa
    una mamma che prega un fermo di polizia
    uno sparo un ferito è Africa

    Africa ma per te che lavori e non ridi
    per chi come te più non gioca
    questa terra è ancora Europa

    Europa le lotte di classe Europa
    la difesa del posto Europa
    per i tuoi interessi per i figli e noi stessi
    per chi c’è e chi è disperso Europa

    Africa il mare trasparente è Africa
    ma nella storia c’è ancora una svastica
    un ricordo preciso qualcuno è stato ucciso
    nel cielo nel mare dell’Africa”
    da E IO CI STO (Rino Gaetano 1980)

    Chi è stato capace di una sintesi così nitida, assieme alle innumerevoli sarcastiche visioni delle umane nefandezze, non è certo riducibile allo stereotipo dell’artista tutto sesso droga e rock’roll. Né si può dire che il grande successo registrato dall’auditel sia dovuto alla sua stessa grandezza: è stata fatta un’operazione commerciale da professionisti che si sono comportati come tali. D’altronde chi ha ascoltato tutta la produzione di Rino ha sempre avuto un immediato impulso di condivisione… ha cercato qualcuno che stesse “vivendo la stessa rabbia”, lo stesso incanto, lo stesso volo. Ed è proprio sotto quest’aspetto che bisogna comunque essere grati a quest’operazione (che prevede, fra l’altro, la contemporanea riproduzione di tutta la sua discografia). Ognuno potrà ricostruirsi il proprio Rino, quello sarcastico, quello poetico, quello sentimentale e quello di incredibile storiografo del proprio tempo… “con tutta l’inevitabile indissolubilità del tempo”. È inutile cercare in una fiction ciò che manca ad ogni corporazione: alla sorella forse se stessa, ai crotonesi quell’appartenenza che gli hanno sempre lesinato, ai veri cultori quella profondità che lui stesso scherniva proprio perché (forse) sapeva che gli sarebbe stata fatale. Forse a noi della Fondazione non ci manca nulla (anzichesi anzicheno) o forse tutto, sicuramente ci manca la casa dove vorremmo dare Ingresso Libero a chi non vuole farsi “passare il tempo sulla propria età”…
    Dunque non mi resta che augurare a tutti di poter ascoltare tutti gli altri pezzi di Rino che tanto Gianna, Ma il cielo è sempre più blu, Nuntereggae più e Berta filava, per fortuna, le conosciamo già.
    SCUSA MARY
    “mentre il tempo passava sulla nostra età
    mentre mille canzoni finivano già
    mentre il sole d’autunno pigro si svegliava
    fra me e te un mattino qualcosa nasceva
    c’era aria di festa e fra i colori anche il blu
    forse c’era dell’altro ma c’eri anche tu
    le auto piene di gente che rideva
    e le cose cattive solo nei films che si vedeva
    scusa mary scusa mary
    ma eravamo innamorati più che mai
    c’era il dopoguerra e c’era anche il boom
    mentre il tempo passava sulla nostra età
    c’era praga la cia la nato il vietnam
    c’era un negro di nome martin che hanno ammazzato
    tutto questo però c’è lo hanno raccontato
    venne il sessant’otto e poi le barricate
    mentre sempre l’autunno era più caldo dell’estate
    e mentre i beatles si sciolgono dopo let it be
    in Grecia Papadopulos balla il sirtaki
    scusa mary scusa mary
    ma eravamo innamorati più che mai
    domenica senza macchina per l’austerità
    mentre il tempo passava sulla nostra età
    Louis Armstrong e Neruda non ci sono più
    c’era anche dell’altro ma soprattutto tu
    e mentre la forestale tenta il golpe alla rai
    c’era stato un concerto all’isola di Wight
    scusa mary scusa mary
    ma che fortuna innamorarsi come noi”
    da E IO CI STO (Rino Gaetano 1980)

    Procolo Guida
    Responsabile del Progetto
    Una Casa per Rino
    http://www.casarino.org

  8. 9 venerablebidet novembre 13, 2007 alle 6:00 pm

    Grazie, Procolo, del bel commento. Vedo con piacere che la direzione in cui va un progetto come il tuo è esattamente opposta a quella di chi ha realizzato un prodotto come quello che è appena stato trasmesso dalla Rai.

  9. 10 pierfedrizzi novembre 13, 2007 alle 11:05 pm

    Rino non stava da nessuna parte. Stava, se vogliamo, con la sua musica che ha attraversato più generazioni e che è arrivata fino ad oggi. Nel film manca ogni riferimento alle sue canzoni, come e dove sono nate, il loro contesto. Perfino il rapporto con la sua gente corre via superficiale, senza lasciare traccia. Con un’unica eccezione: Nun te reggae chiù e la scena dell’incontro con i barbone stralunato che ferma Rino con la filastrocca “dicì, pci, pssi…”. Nel film, le uscite degli album si susseguono come i grani di un rosario, senza storia e senza anima. Non c’è traccia – e forse questa è la lacuna maggiore – della poesia, quella poesia che ci ha fatto amare Rino Gaetano.

    p.s. Sulla miniserie di Rai 1 ho scritto un post nel mio blog:
    http://pieffeeffe.wordpress.com/2007/11/13/rino-gaetano-e-la-poesia-perduta-in-tv/

  10. 11 adacosco novembre 14, 2007 alle 12:26 am

    rino l’incompreso, il disubbidiente è stato il nostro mito, ancor prima che diventasse famoso. La città pitagorica, solo dopo la sua morte, come succede per i talenti veri, ha dedicato una piazzetta proprio sul litorale, di fronte al suo Ionio, amico e taciturno compagno, ampolla di segreti e testimone della sua disperazione. Lui è lì, con lo sguardo alla sua prediletta capocolonna.

  11. 12 chiara novembre 14, 2007 alle 12:54 pm

    Anch’io sono disgustata dalla fiction su Rino Gaetano.
    Il grande impegno degli attori (Santamaria è un fuoriclasse) è indirettamente proporzionale a quello degli sceneggiatori, che hanno trasformato la vita di Rino in un banale avvicendarsi di abusi di droga, ubriacature, vita superficiale ed egocentrismo. E’ chiaro che gli sceneggiatori hanno assolto al loro compitino quotidiano, ma non ci hanno messo nè cuore, nè genio.
    Rino non aveva un pessimo rapporto col padre, e non era figlio unico,almeno anagraficamente, ma aveva una sorella, Anna, che non compare mai nella storia.
    La seconda parte della fiction rasenta il fondo con le corse in mezzo al grano di Rino che cerca Irene e non la trova…
    Ma perchè buttare via tanta pellicola?
    Perchè sottolineare che Rino non aveva opinioni e soffriva del fatto che la gente gli chiedesse di schierarsi? Invece che far capire che era lui, volontariamente a non prendere parte a nessuna lotta, anzi, che la sua lotta era l’ironia e la risata? Perchè Santamaria non ride mai?

  12. 13 venerablebidet novembre 14, 2007 alle 5:52 pm

    Il punto è che, forse, molti fan di Rino attendevano questa fiction anche per poter finalmente contare come su un riconoscimento, da parte della nuova cultura televisiva, del loro cantautore preferito.

    Ma a che prezzo questa cultura delle fiction e dei reality, se non delle vere muccinate, si è impadronita di una figura delicatissima.

    Così, il riconoscimento tanto atteso si è rivelato un’arma a doppio taglio.

  13. 15 nico novembre 19, 2007 alle 7:00 pm

    Salve ragazzi io sono un profano riguardo all’argomento, logicamente
    conoscendo il mito di rino dal solo punto di vista musicale e conoscendo molto vagamente la sua vita, attendevo con ansia questa fiction.
    Pensavo mi potesse raccontare con gusto la sua vita.
    Alla fine sono rimasto un po’ attonito, mi aspettavo qualcos’altro..
    Cosi il giorno dopo ho scaricato qualche documentario sul grande Rino e li ho capito che, pur essendo io “ignorante” del campo, beh mi trovavo in buona compagnia…
    Vorrei solo chiedervi dove poter trovare una biografia attendibile grazie.

  14. 16 venerablebidet novembre 19, 2007 alle 9:00 pm

    @nico: capita proprio stasera che la puntata de “La storia siamo noi” – che recensirò domani – sia dedicata a testimonianze di parenti e veri amici di Rino Gaetano.

  15. 17 ada novembre 21, 2007 alle 9:10 pm

    se qualcuno volesse saperne di più su Rino Gaetano il progetto di “una casa per Rino” di Crotone, può delucidarvi in merito alla sua vita. Il responsabile è Procolo Guida wwwcasarino.org

  16. 18 roberto novembre 22, 2007 alle 11:50 am

    la fiction è stata vergognosa
    se ero un parente avrei denunciato la rai

    Mi sono rifiutato di vedere la seconda parte tanto ero schifato.
    La gente ricorda Rino Gaetano soprattutto per l’attualità delle canzoni e per il messaggio ,la difesa dei deboli; e nel film non si riscontra nulla,si vede lui che non aveva
    idee ,pensieri (ma è mai possibile ???? ) , e poi solo l’alcool ,le liti, i tradimenti
    meno male che con “La storia siamo noi Rino vive ” ,Minoli ha fatto una giusta rappresentazione

  17. 19 Gattide novembre 24, 2007 alle 11:16 am

    Un libro Molto interessante su Rino è “Rino Gaetano Live” di Di Marco
    http://www.internetbookshop.it/code/9788872266250/rino-gaetano-live.html
    Comunque La storia Siamo noi è stata una bella sintesi!
    Se siete di Roma potete a volte trovare Bruno Franceschelli l’amico di Rino al bar all’angolo di piazza Sempione però dovete trovarlo che gli vada di parlarne.

  18. 20 superprixa novembre 28, 2007 alle 9:58 am

    fiction irrispetosa?
    cose che capitano se affidate la vostra biografia a degli artisti rivali e alla rai, tutta presa nel lancio di un nuovo cd di celentano:
    mega operazione commerciale.
    e capitano ancor di più, se spunta dal nulla una produzione mori, che poi nel nulla sparisce, quando si tratta di fare ammenda con Minoli per lo scempio compiuto.
    ma nessuno osa parlare degli inizi del clan celentano.
    nessuno ricorda un bravo artista come DON BACKY?
    caduto in disgrazia, e nell’oblio a quanto pare, per opera del clan. il tutto a suon di carta bollata, ritrattamenti e cose del genere.
    i ricordi ora sono un po offuscati per tutti.
    è sufficiente cercare negli archivi della stampa dell’epoca per far vedere ai giovani lo stile del clan celentano. sono storie vecchie ma illuminanti.
    perchè gli esperti non lo fanno? c’è qualche sanzione a ricordare i fatti veri documentati?
    sembra Rino il nuovo bersaglio. lo hanno sminuito di proposito.
    anche se, secondo le voci, la mori ha acquisito i diritti, sembra che indendessero fagocitarlo. (con quella brutta fiction, in un boccone).
    miravano a riappropriarsi di una fetta di pubblico perbenista che segue ciecamente fiction/soap, denigrandolo. come sono stati ingenerosi verso Don Backy.
    fiction irrispettosa? c’era d’aspettarselo.

  19. 21 venerablebidet novembre 28, 2007 alle 1:23 pm

    @superprixa: hai perfettamente ragione: irrispettosa è veramente pochissimo! grazie dei tuoi commenti, che rendono parecchio più interessanti questi postacci..


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