Ilaria D’Amico, Exit, le prostitute e l’Università

Visto il piacere che mi ha fatto leggere vostri commenti su un mio articolo prima della sua uscita in edicola, anche oggi vi posto un’anticipazione su quello che uscirà domani, sempre su L’Opinione, dedicato alla trasmissione “Exit” di Ilaria D’Amico.

[update: articolo completo visibile qui]

Lunedì, accattivante puntata di Exit – il programma di Ilaria D’Amico dedicato a Ilaria D’Amico – sui temi della vecchia crisi dell’università e il nuovo fiorire della prostituzione. Davvero molto ben pensata l’accoppiata, come del resto la presenza in studio di rappresentanti di entrambi di questi due mondi. Che, da sempre, si studiano, si osservano, spesso si scambiano saperi e trucchi, e trovano del resto nell’intelligente ma bella Ilaria una moderatrice perfettamente in parte.

La soluzione ai due problemi (cali di prestazioni di professori e studenti, ed iperlavoro delle passeggiatrici), anche se fra le righe, sarebbe è la più semplice, naturalmente: quella, appunto, di scambiarsi le competenze: usare un marketing decisamente più aggressivo per promuovere i corsi di laurea, da una parte; e perdere clienti in lungaggini burocratiche e demotivazione del personale, dall’altra.

Ma il bello della trasmissione è che Ilaria ci fa arrivare solo con grande senso della suspense a questo assunto fondamentale, così carico di significati per il futuro del nostro paese, tanto dal punto di vista del controllo delle nascite, quanto da quello della riduzione della fuga di cervelli.

Fatti alla mano, Exit – Uscita di sicurezza (su la7 ogni settimana), vanta fra i migliori rvm dei talk-show d’informazione italiani, e la scenografia più cervellotica e incomprensibile, in questo caso, anche andando a paragonarlo con alcuni dei quiz del tardo pomeriggio. Fra i servizi, stavolta colpisce soprattutto quello che comincia dall’aula magna della Facoltà di Fisica della Sapienza, e finisce, con grande senso delle proporzioni, nel gabinetto di Mussi, ministro della Ricerca, idealmente traslato nello studio del programma. Non prima di alcune formidabili dissolvenze incrociate, che lo vedono comparire qua e là fra gli scranni occupati, e sorridere come un mega-bidello molto paterno alle urla e agli slogan degli studenti.

immagine | tommydavid.com

3 Responses to “Ilaria D’Amico, Exit, le prostitute e l’Università”


  1. 1 Giulio novembre 13, 2007 alle 6:06 pm

    Exit è una trasmissione discreta, la D’Amico sta migliorando sempre di più, ma la sua voce dopo 5 minuti non si può sentire…

  2. 2 Dadi novembre 16, 2007 alle 3:49 pm

    Condivido le considerazioni di Giulio. Però (lo so faccio una pessima figura) non è sentire la D’Amico il principale scopo di noi maschietti 😉

    Bell’articolo.

    PS: grazie per averci messo nei blogroll. Il minimo è ricambiare. Ciao

  3. 3 Tommy David dicembre 3, 2007 alle 3:48 pm

    Grazie per citazione e foto! La scattai appena laureato, tra i primissimi del nuovo ordinamento, che fu l’inizio di tutti i mali e dunque la fine dell’università italiana. (Fui tra i pochi a rendermene conto precocemente, suppongo. Adesso è un’ovvietà palese, ma allora si nutriva ancora qualche speranza e la gente festeggiava le minilauree…)


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