Archivio per dicembre 2007

Non so se si è capito…

…ma sono parecchio in vacanza.

Non toglieteci l’albatro Dandini

serena dandini

Pezzo di domani sulla Dandini che non ci lascia senza Parla con me. Sull’Opinione.

Quello che riguarda la fine anticipata delle trasmissioni di “Parla con me” – dopo la puntata del 16 dicembre – e di conseguenza di una certa parte della Serena Dandini televisiva (quella che più apprezziamo, non solo come spalla-autrice, ma anche come conduttrice di se stessa), è l’altro rumour che non avremmo voluto sentire, quest’anno, dopo la notizia della chiusura del Teatro Ambra Jovinelli di Roma, per come la stessa Dandini lo aveva reinventato e gestito per anni. Si è subito rivelato ampiamente falso.

Il peggiore, di gran lunga, è naturalmente quello sulla possibilità di una stretta collaborazione, e per giunta domenicale, fra Dandini e Simona Ventura, e magari proprio frutto di una possibile, ma scongiurata, sospensione della trasmissione di Rai 3. Il fatto che in particolare questo secondo “sentito dire” non sia mai neanche una volta stato smentito, ci fa concretamente sperare che anche in questo caso si tratti di un’invenzione totale.

Un buon programma come questo, può durare anni ancora, continuando ad essere relativamente non solo al passo, ma anche avanti coi suoi tempi. In qualche caso, più che buono, è ottimo: basti ricordare l’intervista doppia a Carlo Verdone e Silvio Muccino, che riuscì in un solo colpo a farci parzialmente riabilitare Muccino e a mostrarci in atto la leggendaria ipocondria di Verdone.
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Ieri ho visto La bussola d’oro

orsi corazzati

Come posso spiegare alla Co.tra.l (notare come lo scrivo correttamente) che la metro C non ha senso, dopo aver visto The Golden Compass?

Vogliamo la serie Haribo dedicata.

Bam’s Unholy Union, i Promessi Sposi postmoderni

Bam's Unholy Union

Torno ad anticiparvi i miei pezzi che escono sull’Opinione, nella rubrica che forse conoscete “Etere & Cloroformio”. Domani sul nuovo reality importato da MTV Italia.

Ennesimo reality show sottotitolato malissimo su MTV Italia (il mercoledì, a mezzanotte), con una marcia in più dal punto di vista del piglio e dell’originalità generale, però. Si chiama “Bam’s Unholy Union” e racconta delle disavventure che conducono al matrimonio dello skateboarder professionista Bam Margera, ambientate in Pennsylvania e tutte realmente accadute mentre si girava. Il che naturalmente non vuol dire anche che si girasse mentre accadevano.
La differenza fra i due concetti non è neppure troppo sottile, ed è la chiave di volta della maggior parte dei reality imparentati con questo. Basti pensare che si attende a momenti l’annuncio di una gravidanza da parte di Melissa – la donna che Bam sposerà in una delle ultime puntate – perché si possa annunciare anche l’avvio della preproduzione per una seconda stagione dello show.

Bam’s Unholy Union (“Il non-sacro vincolo di Bam”, in italiano letterale) è chiaramente un mix fra tutti i rappresentanti del sottogenere cui fa capo che l’hanno preceduto – soprattutto citazioni a piene mani da “The Fabulous Life of..”, la rubrica che fa i conti in tasca alle star, e dagli Osbournes, il diario della vita del musicista leader dei Black Sabbath.

Solo che quanto avviene nelle stanze di Bam, molto spesso, è tutt’altro che favoloso (la contaminazione col genere del “sextape”, il tipico filmino porno amatoriale rubato ai vip, è fortissima, e sarebbe totale se non ci si limitasse a una sorta di backstage di preparazione a molte scene clou). E soprattutto è così poco favoloso, anche prima di dire il fatidico sì che, preso nel suo insieme, questo reality è uno degli spot antimatrimoniali più riusciti dai tempi di Ricordati di me di Gabriele Muccino.
Come in una sorta di “Promessi sposi” postmoderno, in cui don Rodrigo è lo stesso Renzo, crudele con la sua Melissa neanche fosse un buono e un cattivo al prezzo di uno (salvo poi effondersi in dolcezze da video rap, all’occorrenza); e la peste è la stessa voglia di apparire, di mostrarsi al peggio di come si possa mai immaginare di essere, anche quando in materia di “peggio” si parte molto avvantaggiati, come la biografia di Mab sul sito di MTV lascia intendere. Continua a leggere ‘Bam’s Unholy Union, i Promessi Sposi postmoderni’

0832.tv, il video cityblog su Lecce

0832.tv

Se in questi giorni non sono stato solerti come al solito nel segnalarvi anticipazioni di articoli di brani indimenticabili di tv trash, e riflessioni più o meno insostituibili (!) sulla blogosfera italiana, è perché stavamo preparando un cityblog con web tv annessa sulla mia città di origine, Lecce.

Ok, sto dicendo così come se ci avessi smanettato tecnicamente anche io, e non fosse stato tutto merito del nostro irrefrenabile capo-tecnico e co-editor Paolo se ad ora quel blog è già visibile, cliccabile, postabile.

Anche se molti dei lettori di venerable bidet non sono leccesi, fatemi sapere magari cosa ne pensate, se vi pare un progetto possibile, o se lo importereste mai nella vostra città. Se siete salentini, o amate il Salento, invece, provate e seguirlo e ditemi se vi ci riconoscete.

Contatti con 0832.tv.

Marzullo e l’urologia

Domani siamo in edicola a tema Marzullo sull’Opinione. Per la versione completa, accattatevillo.

[…] […]Puntata memorabile e del tutto stracultuale (nonostante la delicatezza dell’argomento, certo) quella dedicata, giovedì, all’urologo Vincenzo Mirone e all’urologia in senso lato.Basti pensare che tutto comincia con il seguente botta e risposta, fra il sempre fintissimo tonto Marzullo e l’ospite in studio, che non si fa scappare un’occasione. La domanda, insomma, è una di quelle che avrebbe potuto scrivere il migliore autore di Maurizio Crozza per una sessione di imitazione delle grandi occasioni. La risposta, invece, l’avrebbe potuta dare solo un grande medico napoletano.“Lei cosa si sente di dire a un paziente che in un certo senso soffre un po’ di prostata, a quest’ora?”. E l’altro, senza pensarci un istante: “Sinceramente, di alzarsi”.Gigi sa incassare, e incalza. Ma Mirone non è da meno, e continua asserendo, professionalissimo ma non accademico o noioso, che proprio il fatto di stare svegli all’ora della trasmissione di Marzullo è purtroppo un segno che qualche problema di prostata potrebbe esserci. Visto che Marzullo non ride né fa alcun cenno di essere stato così abilmente touché, Mirone snocciola qualche parolone che mette un po’ a tacere qualche dubbio che il suo acume possa aver in qualche modo offeso l’avellinese che, del resto, è pur sempre il conduttore del programma in cui ci si trova.Niente di più lontano dalla realtà. Gigi sta solo pensando alla prossima, perfida questione. E alla sua prossima cravatta a tinta unita.

Un anno di Non Rassegnata Stampa/2

Oggi ho scritto, per domani, l’articolo che avevo promesso su due pazzi di grande talento, Filippo e Mauro. Esce domani sull’Opinione (sempre nella vostra amatissima rubrica sulla tv) e lo anticipo qui di seguito (versione completa qui).

Non rassegnata stampa” è uno dei pochissimi tentativi riusciti – se non l’unico – di realizzare un programma televisivo in italiano trasmesso solo via internet, senza ricorrere alla solita diffusione per mezzo dell’onnipresente Youtube, o alla noia seriale e mortale da parte del pubblico. Diciamo riuscito perché, per quanto si sia già oltre la centesima puntata, in ogni video disponibile (tutti archiviati e commentati, a partire da una home page organizzata come un blog) non si avverte alcuna stanchezza o ripetitività, ma anzi innovazione e un po’ di affezione per il duo che lo conduce.

È realizzato nello spirito di un reality show, ma ben scritto e ben recitato, che riprende la vita quotidiana di due attori, che per fortuna lo sono anche nella realtà: uno più comico puro (Filippo Giardina) e l’altro più autore parlante (Mauro Fratina). Raccontano le loro ricerche di spazio in tv e in teatro – cosa che, del resto hanno ampiamente avuto, nella vita, prima di optare per questa svolta totalmente indipendente e originale. Tornati a casa, davanti alla webcam, si lanciano in brani di satira politica e culturale tanto efficaci che arrivano a sparlare di Rita Levi Montalcini senza mai cadere di stile o di contenuti, e sempre sul filo sottilissimo dell’attualità delle notizie del giorno. Che – scusate se è poco – è un po’ come trovare un motivo veramente valido per sparare sulla Croce Rossa, e poi ridere insieme a lei della classica bandierina onomatopeica che ne era il colpo in canna.

Così, ad esempio, nell’occasione di una visita alla Rai, per un colloquio donchisciottesco con il direttore del “primo canale” Del Noce (finto a reale che sia, è comunque donchisciottesco), i due escono forse sconfitti nella forma, ma ispirati creativamente nella sostanza. Segue una puntata spassosa sulla fiducia in se stessi e nel proprio governo.
Da segnalare la mini-saga dedicata ai preti. Opportunamente travestiti da “Men in black” (clergyman d’ordinanza e occhiale da sole post Vaticano II), e senza neppure porsi il problema di interpretarne uno buono e uno cattivo (anche se uno dei due è chiaramente più ecumenico, e l’altro meno socievole), Mauro e Filippo, da un casolare in campagna, cercano di diffondere nel mondo la loro interpretazione dei dieci comandamenti, con delle pratiche lezioni video da “guida al fai da te” in edicola.
Geniale la sigla con cui una di queste puntate sul clero si conclude: mentre uno dei due lava con una pompa da giardino il cotto davanti all’uscio della casetta (simbolo delle coscienze), e l’altro chaplinianamente lo soprende con una secchiata d’acqua (simbolo della sua, di coscienza).

I due non hanno mai la freddezza che vorrebbe essere british, ma non può, del possibile concorrente “Quasi Tg” di Rocco Tanica (da anni fra i migliori italiani in musica, con Elio e le storie tese, con il solo difetto di aver deciso di dedicarsi a un’impresa così infelice dal punto di vista tanto della scrittura quanto della qualità degli interpreti-inviati, con l’eccezione della stessa Deborah Magnaghi di tante edizioni di Bim Bum Bam). Speriamo sinceramente che questa ennesima parodia del telegiornale, come se Striscia e almeno una decina di imitazioni più o meno malriuscite non ci fossero già state, sappia riprendersi o rinnovarsi completamente.


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