Mail a un Nabaztag mai attivato

nabaztag

Caro Nabaztag, che giaci coricato, appena scartato, come stai? Stai male, vero?

Io, ti ho preso per fare un regalo del cavolo, ma poi mi sono vergognato di darti concretamente alla persona per cui ti avevo scelto, perché in fondo ho scoperto che non la odio abbastanza.

È da tanto che mi stai antipatico. Non mi sta antipatica la gente con cui te la fai. Ma tu si, tu tanto.
A volte i tuoi padroni mi fanno tenerezza, altre volte imparo dalle loro esperienze come potrò, al negativo, trattarti io. Altre volte, ho davvero difficoltà a classificare la gente che parla di te. Ma vedo anche che c’è qualcuno che la pensa in maniera simile alla mia.

Oh, ti comprerei delle orecchie di ricambio color oro, solo per poi staccarti quelle che già hai, e lasciarti esangue a guardare quel lusso sprecato sulla testa di una tazza a forma di Paperino.

Sei lì, che ti aspetti di essere attivato, connesso, interagito. Ma invece io giocherò con te facendoti lottare contro gli altri pupazzi: analogici, pelosi, anni ’80. Muovendoti, agitandoti, tenendoti stretto in mano, come si fa con un Master o un Big Jim, particolarmente big (la linea non è mai stata un tuo problema, vero? Ora vedrai, senza carote usb da sgranocchiare). Sarai come un loro nemico alieno venuto da qualche pianeta in cui non voglio capitare, in cui i conigli leggono i twit ad alta voce e si illuminano di verde quando sono contenti di vedere i loro padroni.

E nelle sere in cui sarò davvero ancora più incazzato, con te, mio Nabaztag, ti farò innamorare di Hello Kitty, che ti chiederà di convivere nella casa di Barbie di mia sorella.

mukka

Sappi che non ti chiamerò mai in altro modo. Non ti darò teneri nomi da coniglietto digitale. Nabaztag, Nabaztag, Nabaztag. O con tutti gli errori di pronuncia, anche molto freudiani, che mi verranno alla mente mentre ti vesso o ti insulto. Come certi padroni che vogliono fare gli spiritosi chiamando il loro cane: “cane”, senza però che io voglia in alcun modo essere spiritoso con te, ma solo cattivo, cattivo fino a che forse non ti attiverai da solo, per fuggire il più possibile lontano da me.

O Nabaztag, se il primo coniglio intelligente che entra in casa mia, e non solo anche l’ultimo, ma soprattutto il primo che ne uscirà come pezzo di ricambio per una Mukka Bialetti (mostruosa reincarnazione, segno che non c’è limite all’abominio) che non reggerà ad un solo cappuccio, sciogliendosi sul fornello in una fine fin troppo rapida.

Con questo ti saluto, guardandoti in cagnesco, mentre tu mi supplicheresti in conigliesco, se solo fossi acceso.

(grazie a Marco per l’ispirazione fornitami)

2 Responses to “Mail a un Nabaztag mai attivato”


  1. 1 Maria Pia aprile 17, 2008 alle 9:57 am

    ciao volevo sapere se esiste ancora questo favoloso coniglietto
    perchè il mese prossimo compio 70 anni e vorrei regalarlo.
    Mi fate sapere se posso averlo ? grazie e vi auguro una bella giornata

  2. 2 Maria Pia aprile 17, 2008 alle 9:58 am

    ciao è unico per fare un regalo è molto ma molto bello


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