Archivio per giugno 2008

Medico in famiglia vs. Beautiful

Nel lento e regolare moto ondoso delle repliche estive, si stagliano due fenomeni opposti, e interessanti per motivi molto differenti: le vere repliche del Medico in Famiglia, e le nuove puntate di Beautiful, che comunque somigliano a delle repliche estive. Repliche ideali di un programma che, in fondo, non ha mai avuto il coraggio di andare in onda effettivamente una prima volta.
La serie del Medico (proposta da Rai Sat Extra a fiotti regolari, e da giugno anche nelle notti insonni di Rai Uno) si attesta a tali livelli di realismo che il suo pendant rovesciato, la soap Beautiful, non può che accettarne una sfida ideale, dove riecheggi quella incessabile fra natura e astrazione, fra l’uomo e la sua mente, di cui i campioni televisivi provengono dai casati Martini e Forrester.

Nel Medico il naturalismo è spiccato e costante al punto che, in un intreccio in cui gli attori crescono o invecchiano insieme ai personaggi, le esperienze personali e i tempi fisiologici scorrono insieme con quelli recitativi, innescando una sorta di bio-fiction. Più del soggetto, della regia e delle scene, si celebra l’uomo, la donna o il bambino che resiste dentro ogni interprete e ne influenza la recitazione, amplificando in uno spettacolo le realtà individuali di cui egli è il segno collettivo. Continua a leggere ‘Medico in famiglia vs. Beautiful’

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La morta presunta del Festivalbar

L’edizione 2008 del Festivalbar, come si apprende in questi giorni di giugno, dalla disperazione sul volto dei venditori abusivi di cd masterizzati del Festivalbar 2008, andrà in forma ridotta. E non per venire incontro alle facoltà mentali di qualcuno; anche se, si sa, il pubblico del Festivalbar, anche ai tempi d’oro, non è che abbia mai brillato per dottorati di ricerca o anche solo attenzione ai testi delle canzoni. Le sole due serate finali saranno rese disponibili al pubblico affezionatissimo, ancora privo di MySpace, solo a settembre. Tutto questo avviene, secondo i vertici di Italia Uno, per via della concorrenza spietata degli Europei di calcio, anche se non ci crediamo fino in fondo.

Questa edizione avrebbe dovuto rappresentare la consacrazione, da parte della televisione di massa, di Lucilla Agosti, stellina della televisione di nicchia, che si era affacciata a “sto mondo infame” dapprima con la sua conduzione del dopofestival di Sanremo, poi con la paventata (da Ilary Blasi e Chanel Totti) partecipazione alle Iene come primo volto femminile. Possibilità smentita, e poi ridimensionata dalla notizia di una Lucilla semplice Iena (ma finalmente sexy, e forse pure priva occhiali da sole).
Teo Mammuccari è unito more uxorio a Thais la velina, dunque del suo evidente dispiacere ci limitiamo a prendere atto. Continua a leggere ‘La morta presunta del Festivalbar’

Fabrizio Corona nel Paese dei balocchi

Oggi in edicola sull’Opinione.

Da qualche tempo c’è un motivo in più per cui dobbiamo essere grati a Claudio Brachino, oltre che di aver saggiamente scelto di non allinearsi agli orari di Uno Mattina per il suo Mattino 5 (forma libidinosamente chiasmica e maschiamente fininvestiana dello storico titolo di Rai Uno). Brachino è direttore di Videonews, la testata di Mediaset cui fanno capo diversi contenitori di infotainment spinto, dedicato alle più distanti nicchie di pubblico: dai brufoli dei giovani ascoltatori di Lucignolo, nelle corte notti televisive estive, alle spesse lenti di tanti anziani. In occasione del lancio di questa stagione di Lucignolo proprio Brachino amò stupire giornalisti e pubblico con due dichiarazioni. Una riguardava l’ingresso di Melita Toniolo nel cast della trasmissione, scelta che si è rivelata vincente, perché la Toniolo è molto lontana dall’essere Mascia del Grande Fratello e Alessia Fabiani messe insieme (duo sexy di Lucignolo qualche stagione fa). E poi perché il suo modo di fare provocatorio sta contribuendo a rilanciare il senso dell’umorismo di una canale giovane, che cominciava a invecchiare, sotto il peso della sua stessa gioventù forzata, come Italia 1 è dai tempi della decadenza della Gialappa’s. Continua a leggere ‘Fabrizio Corona nel Paese dei balocchi’

Ma quanto sono tech

Prova di post con blogit da iPhone. Però se non si possono mettere le immagini non è che valga a molto, pensavo fra me e it.

Il triste carillon delle Veline

Da “L’Opinione” del 6 giugno 2008.

Da questa settimana riprendono le registrazioni di Veline, il format estivo che, alla maniera di numerosi sito porno amatoriali di grande successo, ha reso il momento del casting non solo parte integrante di un qualche spettacolo, ma anche lo spettacolo stesso nella sua interezza. Come da tradizione, candidate provenienti da ogni parte d’Italia si contendono il titolo di mora e bionda tinta più telegeniche d’Italia, a patto che sappiano ballare poco, e che la bionda finta sia finta anche al momento della sottomissione della sua foto per le selezioni preliminari. Come si dice in questi casi, deciderà il televoto. Anche il concetto di velina è decaduto, nel corso degli anni. Un tempo erano l’emanazione celestiale di un decisionismo almeno semidivino, che giungeva una volta a settembre, senza diritto di interferirvi da parte degli spettatori, mai delusi dalla loro fede. Anzi, forse in fondo desiderosi di sottomissione a un mondo lontano, intangibile, l’iperuranio per le loro vite quotidiane: una redazione di programma televisivo comico ripieno di belle donne. Continua a leggere ‘Il triste carillon delle Veline’


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