La morta presunta del Festivalbar

L’edizione 2008 del Festivalbar, come si apprende in questi giorni di giugno, dalla disperazione sul volto dei venditori abusivi di cd masterizzati del Festivalbar 2008, andrà in forma ridotta. E non per venire incontro alle facoltà mentali di qualcuno; anche se, si sa, il pubblico del Festivalbar, anche ai tempi d’oro, non è che abbia mai brillato per dottorati di ricerca o anche solo attenzione ai testi delle canzoni. Le sole due serate finali saranno rese disponibili al pubblico affezionatissimo, ancora privo di MySpace, solo a settembre. Tutto questo avviene, secondo i vertici di Italia Uno, per via della concorrenza spietata degli Europei di calcio, anche se non ci crediamo fino in fondo.

Questa edizione avrebbe dovuto rappresentare la consacrazione, da parte della televisione di massa, di Lucilla Agosti, stellina della televisione di nicchia, che si era affacciata a “sto mondo infame” dapprima con la sua conduzione del dopofestival di Sanremo, poi con la paventata (da Ilary Blasi e Chanel Totti) partecipazione alle Iene come primo volto femminile. Possibilità smentita, e poi ridimensionata dalla notizia di una Lucilla semplice Iena (ma finalmente sexy, e forse pure priva occhiali da sole).
Teo Mammuccari è unito more uxorio a Thais la velina, dunque del suo evidente dispiacere ci limitiamo a prendere atto.

Certo è che i tempi musicali sono cambiati. Solo cinque stagioni fa, giugno era il mese in cui, ritirandosi da scuola, i liceali alla moda apprendevano dalla pubblicità in tv del Festivalbar quale sarebbe stata la canzone che avrebbe fatto da colonna sonora alla oro estate, e molto altre pubblicità dello stesso Festivalbar. Si trattava spesos di canzoni semplici, ma che sapevano toccare le corde più intime del loro cuore giovane e in continua crescita, come del resto i capelli più fini delle loro ricrescite scure sotto i colpi di sole, secondo che fossero maschietti fan di Britney Speras, o femminucce dedite a Robbie Williams.

Ritornelli in inglese, ma nell’unico inglese che i giovani potessero comprendere, felici di poter canticchiare, al massimo, “Summer is crazy, la-la-la-la”, insieme ad Alexia la finta slanciata voce delle loro nottate in fila, in macchina, per un locale troppo piccolo per il loro entusiasmo. E mostrarsi efficacemente poliglotti ai genitori così fieri di loro che l’anno successivo li avrebbero mandati a Bournemouth, per perfezionare la lingua, come avrebbero ripetuto i piccoli, anche al cospetto delle anziane nonne, sghignazzando.

C’è qualcuno che sostiene che al Festivalbar e alla famiglia Salvetti, sua organizzatrice indefessa, quasi ai livelli della famiglia Mirigliani per Miss Italia, abbia portato un po’ sfiga il canale web tv TgNews Festivalbar, inaugurato per l’edizione dell’anno scorso, il cui principale video per questa edizione ha avuto 213 visualizzazione, quando gli scherzi telefonici con la voce da bambina di tale Francesco di Napoli sono a quota 300.000 o su di lì.
Molti invece danno la colpa ai nuovi costumi musicali degli italiani e dei ragazzi di tutto il mondo, che non hanno più bisogno di volti noti della tv per comprare o scaricare illegalmente musica di scarsa o scarsissima qualità: basta loro il consiglio di un amico di fiducia, di una fidanzata estiva, di un padre moderno.

Ma quello che conta veramente è che lo show vada avanti, anche se rimandato a settembre.

4 Responses to “La morta presunta del Festivalbar”


  1. 1 spumone giugno 26, 2008 alle 7:16 pm

    bà…baudo dà la colpa del flop di sanremo a youtube, gli eurpoei di calcio invece hanno permesso di evitare il flop assicurato del festivalbar (come se quattro e due anni fa non ci sono stati rispettivamente europei e mondiali). sembra che tutti cerchino degli spauracchi cui addossare la mancanza di idee e il mancato adeguamento ai cambiamenti finalmente imposti dalla rete.

    quindi a settembre le serate finali ci saranno? a chi daranno la colpa del flop? io punto il dito su miss italia

    😀

  2. 2 trqmgd giugno 27, 2008 alle 9:56 am

    Il flop del festivalbar è il primo vero segno dell’età (mia) che avanza…

    Pessima l’idea di dare tutto a settembre. Se le canzoni avranno avuto successo non vedo perchè per sentirsele l’ennesima volta uno dovrebbe aspettare anni di intervalli pubblicitari. Se il successo non l’avranno avuto poi… credevo che per quello ci fosse paolo limiti. 😀

  3. 3 AAA Copywriter giugno 27, 2008 alle 1:01 pm

    Non è l rete, non sono le idee… E che i gusti cambiano, ed è dura da accettare.

    Alex

    P.S.: Mi fai avere il mio .PDF?

  4. 4 spumone giugno 27, 2008 alle 8:26 pm

    ok, i gusti cambiano, giustissimo…ma qui sta l’intelligenza di autori e produttori, che dovrebbero adeguare l’offerta al cambio dei gusti.
    poi il fatto che i gusti sono finalmente cambiati porebbe anche essere “colpa” della svolta partecipativa della rete, no?


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