Medico in famiglia vs. Beautiful

Nel lento e regolare moto ondoso delle repliche estive, si stagliano due fenomeni opposti, e interessanti per motivi molto differenti: le vere repliche del Medico in Famiglia, e le nuove puntate di Beautiful, che comunque somigliano a delle repliche estive. Repliche ideali di un programma che, in fondo, non ha mai avuto il coraggio di andare in onda effettivamente una prima volta.
La serie del Medico (proposta da Rai Sat Extra a fiotti regolari, e da giugno anche nelle notti insonni di Rai Uno) si attesta a tali livelli di realismo che il suo pendant rovesciato, la soap Beautiful, non può che accettarne una sfida ideale, dove riecheggi quella incessabile fra natura e astrazione, fra l’uomo e la sua mente, di cui i campioni televisivi provengono dai casati Martini e Forrester.

Nel Medico il naturalismo è spiccato e costante al punto che, in un intreccio in cui gli attori crescono o invecchiano insieme ai personaggi, le esperienze personali e i tempi fisiologici scorrono insieme con quelli recitativi, innescando una sorta di bio-fiction. Più del soggetto, della regia e delle scene, si celebra l’uomo, la donna o il bambino che resiste dentro ogni interprete e ne influenza la recitazione, amplificando in uno spettacolo le realtà individuali di cui egli è il segno collettivo.

Per un Forrester, i cicli vitali sono regolati da ormoni imbizzarriti e da certe Parche distratte, che a volte si concedono il divertimento di tornare sui propri passi. Un morto presunto, dopo anni, può ricomparire giovane come ibernato, uscito da un coma narrativo per pressioni meta-sindacali. Qualcuno non cresce mai, come il figlio di Ridge, che nel mondo vorticoso in cui cugini coetanei hanno già la casa al mare, ripete dalla nascita la terza elementare. Suo zio Thorn, poi, è uno stilista eccentrico e semi-divino che, nel continuo remake di se stesso, prende di volta in volta le sembianze di un nuovo attore interinale.

Giulio Scarpati, invece, ha condannato il suo povero sostituto Sermonti – come clinico, come genitore, come attore – a un triplice tirocinio in cui questo neolaureato, che ne ha preso la stanza in affitto, sarà ossessionato dai paragoni. Avendo perso in partenza il confronto con un padre in Australia per scopi umanitari, non fa in tempo a farsi accettare dai colleghi della Asl che già le più accorte fra le spettatrici cominciano a criticare la sua dizione.
Nel Medico le parentele sono discrete e documentabili. La piccola veterana che interpreta Annuccia da anni, con la sua saggezza da reduce, influenzandolo come un’amica, si affratella presto anche l’ultimo arrivato: il cuginetto adottato dalla zia, che reagirà imitando sul set una compagna anziana con la spontaneità di ogni matricola. Da lei riceverà i trucchi, i vezzi e le espressioni che non sono altro che il codice genetico che gli attori si trasmettono istintivamente, che quella bambina apprese a sua volta dalle usanze artistiche di Lino Banfi e, prima ancora, dalla gestualità compita di Alice nel paese delle meraviglie.

Quando nasce un figlio a Brooke, una lunga pausa di riflessione attende i Forrester e i loro sceneggiatori che, mentre proseguono i lavori per stabilire chi ne sarà il padre e chi il nonno – visto che la madre li frequentava entrambi – non si accorgono che il piccolo è sposato con un figlio, Eric III, detto il piccolo Eric, di cui mantiene la baby-sitter.

Per il pubblico del Medico è anche una propria autobiografia a persistere sullo schermo. Perfino il migliore amico di Ciccio, che nell’interruzione delle riprese ha preso a sbarbarsi tutti i giorni, si è evoluto senza cambiare volto; una Maria Martini, che ricordavamo giovinetta, la ritroviamo ammessa a medicina, a fare di tutto per sembrare più signorina. E per noi, con compiacimento da prozia, sarà una perfida gioia rilevare nell’uno denti un po’ meno bianchi e nell’altra gambe leggermente più secche di quelle di una vera nipotina.

2 Responses to “Medico in famiglia vs. Beautiful”


  1. 1 AAA Copywriter giugno 28, 2008 alle 4:42 am

    …E non non avremo nulla di meglio da fare che stare a guardare? 😛

    Alex

  2. 2 Vittorio Galati agosto 6, 2008 alle 2:04 pm

    Ormai sono anni che la tv italiana non riesce a proporre nulla di realmente interessante, forse qualcosa di leggermente innovativo lo propone Mtv o AllMusica, e la povera La7 considerta tv di serie B (come le altre due fra l’altro).


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