Paso Adelante, con juicio

Domani sull’Opinione:

Nel corso del serial Paso adelante, su Italia Uno, la funzione dell’accademia di arti sceniche in cui le vicende sono ambientate, risulta rovesciata al punto che sono le stesse tare tecniche degli allievi, i loro alterchi, la mostra dei tanti provini falliti a costituire il soggetto di un dramma di rappresentazioni mancate e scambiate, come per la tela di Penelope, con promesse di rappresentazioni future che non solo importano poco, ma possono venire meno, nell’attesa che tutto ciò non finisca più; in una cocente teoria della televisione al tempo dei reality-show.

Paso adelante presenta un mondo al contrario in cui, finché dura, un fallimento sarà il solo successo: la ricreazione l’unica lezione. Alle soglie di uno Stanislavskij invertito e terminale, i migliori interpreti avranno un bel recitare talmente bene da saper fingere di averlo dimenticato: soccomberanno, al primo scontro con chi non conoscerà rivali, non avendolo mai saputo. Non c’è peggior sordo solo di chi davvero non può sentire. Nient’altri che uno spettatore eccessivamente signore o superficiale deplorerebbe, nel film di Volker Schlöndorff dedicato all’amore di Swann per Odette, l’assegnazione a Ornella Muti del ruolo di quella splendida, pessima mentitrice. Se, in Paso, per gli alunni troppo solerti, una segnalazione, una scrittura equivarranno quantomeno a una morte in Beautiful, chissà che proprio questa nostra apologia non li sterminerà tutti.

I loro docenti spesso non tengono neppure lezione, indulgendo ognuno a un proprio backstage personale, come in una matrioska di vorticose ringkomposition, in cui anteporranno i propri dubbi metodologici al programma d’esame, quando non saranno troppo intenti a chiamare un’amica, nel caso che la festa di quella sera fosse stata rimandata. Così, dopo un’intera ora di recitazione sul tema dell’amore, verranno redarguiti gli studenti che continuino al di fuori dell’aula, per una questione più di tempi tecnici che di anacronistica pruderie, cosicché il povero Pedro non saprà mai se la sua Giulietta l’avrebbe corrisposto pure nella vita.

In Fame-Saranno famosi, solo vent’anni prima, le difficoltà del compianto Leroy erano un mero pretesto per incorniciare le scene in cui, finalmente danzando, egli avrebbe immaginato il suo asciugamano mutare in mantello, e la bici in destriero: come per una di quelle trasformazioni che traggono Mazinga dal modesto Ryo che, ancora in borghese, il dottor Inferno aveva ragione di sottovalutare. Meriti e ruoli che forse il personaggio avrebbe sognato, ma per cui l’interprete avrebbe sudato sul serio, poiché quel professionista travestito da matricola agiva più da genio incompreso che da stimata nullità.

Fin dalla nascita di Venere, il soffio invisibile di Zefiro e il velo fiorito con cui la rivestono le Ore, si affrontano come se fossero il simbolo dell’equidistanza fra un’ispirazione e gli strumenti per realizzarla. Tuttavia, si ha un bel dire che una tendenza reality dell’arte sia sempre esistita: molto spesso, se c’era, dormiva. Solo col tempo abbiamo scoperto che, le volte in cui un backstage, il suo allestimento sono esibiti come parte di un’opera, questa può celare dietro le sue quinte altrettanto significato rispetto allo show cui esse preluderebbero soltanto, se quel mondo, altrove sommerso, non risultasse poi lo spettacolo stesso, che non conoscerà alcuna première; cosa che del resto avviene per numerose convivenze, solo in pectore prematrimoniali. Dal fraintendimento di questa estetica non solo Maria De Filippi ha tratto i rudimenti della sua attività televisiva, se accade sempre più che la vita stia restituendo all’arte più di quanto mai ne abbia preso.

Ogni donna truccata sarebbe ancora un affascinante autoritratto trouvé, se i pennelli, i colori, la tavolozza con cui ella stessa l’ha eseguito – nelle vesti di un cofanetto di Pupa a forma di orso o di conchiglia – non aspirassero a divenire opera d’arte a sé, sottraendo al vero soggetto la sua originaria importanza. Paso addita i motivi della sua crisi a un’epoca in cui si è giunti a una sodomia dello show, non troppo dissimile da quanto capita a quel paio così originale e contemporaneo di jeans D&G che, non contento di recare l’etichetta sul davanti, ha voluto che gli fosse cucita la cerniera sul didietro.

1 Response to “Paso Adelante, con juicio”


  1. 1 rossella ottobre 10, 2008 alle 2:38 pm

    rober sei troppo bellooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo ciao ciao


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Contatti

Potete scrivermi qui

Feed

Twitter

Badges

Blogarama - The Blog Directory Arts & Entertainment Blogs - BlogCatalog Blog Directory Sfondi Desktop Gratis per  Vista sfondo desktop

Mi avete fatto

  • 254,235 visite

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: