Nessun favoreggiamento alla Carfagna

Domani in edicola su l’Opinione

Cast della grandi occasioni, a Porta a Porta, la notte di questo giovedì. Il solito ensemble variegato, da variante di barzelletta sporca, stavolta è dedito al tema della prostituzione. Un prete, un ministro, un’attrice, una giornalista e un giornalista-cliente (per sua ammissione e nostra delizia) discutono intorno alla questione morale (e logistica) di come fare a meno di questa categoria, vecchia come il mondo, fonte di desiderio rinnovabile, alternativa alla sempre più ripida burocrazia dei sentimenti, altro oppio dei benestanti.

Mara Carfagna, possiamo dirlo senza alcun favoreggiamento, non era forse mai stata così bella in televisione. Veste d’una camicetta chiara, leggermente aperta sullo sterno divino, tessuta in uno di quei filati che non possono esistere in natura, e che ci ricordano, quando siamo ispirati, l’idea che ci facciamo delle camicette del futuro quando siamo bambini, e guardiamo troppa televisione, o semplicemente poche sfilate di un certo livello. E’ astratto, nuovo, relativamente impalbabile eppure concretissimo.

La medesima camicetta pare mettere la dita nel naso e sollevare di peso quella, a pois, indecisi, che indossa la sagace Ritanna Armeni.
Gli orecchini di perle del ministro delle Pari opportunità dicono solo una cosa, e perfettamente all’unisono: “ho voglia di passeggiare per la strada senza dover spiegare ai miei figli quali siano le mansioni principali di tutte quelle signorine che vestono così male, agli angoli di essa”.
Simona Izzo, dal canto suo, siede al posto grattandosi, spesso,
la nuca, con l’aria chi saprebbe esattamente che battuta fare e in che momento farla (“che zone frequenta il ministro Carfagna?”), ma non la fa, semplicemente perché sta pensando alla sua nuca, da circa un quarto d’ora di godimento.

Chi possiede veramente le risposte, qui, è senza dubbio Roberto Gervaso. Non solo, come Ritanna, è convinto che le idee della Carfagna sull’inasprimento della sindrome di Boccadirosa siano contro le donne, ma pensa anche che la maggior parte delle donne sia contro le donne. Non solo dal punto di vista, sacrosanto, dei diritti delle donne che Ritanna e mezzo prete sopra tutti rivendicano e argomentano.
Gervaso narra aneddoti di una sua vita precedente, con affetto, una certa devozione, e soprattutto rispetto per le maestranze.

Non c’è bisogno di impugnare la legge in mano, come fa il ministro quando, nel porgerla a un Vespa silenziosissimo, ci rivela che non indossa la gonna che speravamo, per capire quanto ci si trovi dinanzi a due modi opposti di considerare l’argomento.
Da una parte, la facile ironia sulla prostituzione diretta e quella indiretta, quella fattuale e quella concettuale; ironia che alberga ad ore anche nel cervello del cameraman meno sveglio in studio (sì, proprio lei, lei che ha capito tutto di quella camicetta). L’idea che la prostituzione in sé non sia altro che una metafora della maggior parte delle cento, mille piccole e medie contrattazioni con la nostra dignità che ci capita di perdere o vincere ogni giorno, ogni ora.

Dall’altra, un desiderio di far emergere una calo del desiderio di disordine, di brutture, di acciacchi all’estetica e alla morale cui, forse, sarebbe anche il caso di dare voce.

5 Responses to “Nessun favoreggiamento alla Carfagna”


  1. 1 Federica ottobre 4, 2008 alle 10:51 am

    Vorrei capire…la tua riflessione è quindi che quando parla un Ministro invece di ascoltare quello che dice dovremmo guardarle la “candida” nuca???

  2. 2 venerablebidet ottobre 4, 2008 alle 4:35 pm

    Il punto è che questo mi sembra uno dei modi migliori che conosco per turarmi il naso

  3. 3 e ottobre 15, 2008 alle 10:22 pm

    Caro Giovanni,
    bellissima la prima parte, ma la dimensione morale me la spieghi bene in questo commento e ora ho capito. La mia domanda e’: perche’, perche’ turarsi il naso?

  4. 4 venerablebidet ottobre 16, 2008 alle 1:07 am

    Perché da qualche tempo non sei abbastanza presente nella mia vita lavorativa, ecco perché. Amsterdam?

  5. 5 e ottobre 17, 2008 alle 3:26 pm

    no, perche’ ripudio il lavoro come forma di schiavitu’. Non lavorare e’ la nuova frontiera dei diritti umani.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Contatti

Potete scrivermi qui

Feed

Twitter

Badges

Blogarama - The Blog Directory Arts & Entertainment Blogs - BlogCatalog Blog Directory Sfondi Desktop Gratis per  Vista sfondo desktop

Mi avete fatto

  • 255,073 visite

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: