X-Factor e il divertentismo morganatico

Su l’Opinione.

Dopo un paio di stagioni vere, X-Factor può assurgere a modello vincente del talent show italiano, e non soltanto per l’effettiva capacità, ormai assodata a più livelli, di poter proporre altrove il suo prodotto. Questo, anche se quell’altrove somiglia sempre di più a un’omogenea Skaiset (Sky più Rai più Mediaset), in cui gli opposti non solo toccano, ma si baciano con la lingua. Il vero motivo per cui è il talent show di riferimento nel nostro paese è un altro: X-Factor, molto più di Amici di Maria De Filippi, infinitamente più di un’anomalia del sistema come Ballando con le stelle, è il talent show che ha saputo meglio addomesticare il format internazionale da cui deriva. E con addomesticare intendiamo, innanzitutto, italianizzare – il giusto – dei modi che, altrove, troppo americanizzati, possono semplicemente sembrare asettici. Ma, soprattutto, spettacolarizzare le emozioni, e non solo dei concorrenti, vere o presunte vere che siano, ma anche quelle della giuria, elemento centrale ovunque American Idol, il talent show da cui deriva, anche se non ufficialmente, X-Factor, abbia attecchito.

E qui ci sentiamo di affermare che pochi altri giurati al mondo, nelle condizioni di Morgan dei Bluvertigo, abbiano saputo fare altrettanto in termini di simulazione e dissimulazione del suo ruolo, sapendo uscire a testa alta da ogni puntata del reality senza che la sua vecchia immagine di musicista intellettualistico, parolaio, dimestico con Asia Argento, possa essere minimamente intaccata. Anzi, la sua apertura al mondo dei soldi facili, accompagnata dalla giusta dose di disprezzo per quello che fa e per quello che si fa davanti a lui, lo rendono un piccolo grande eroe per chiunque abbia sempre desiderato trovarsi nelle sue condizioni, un tempo, ma aveva o troppi soldi per farlo disinteressatamente, o troppa poca materia grigia per farlo e basta.

Morgan appare come l’opposto esatto di DJ Francesco, come ci piace continuare a chiamare questo particolare figlio di Roby Facchinetti. DJ, per tutta la durata di una puntata, si divertirà si e no per cinque minuti, ma fa finta di divertirsi per tutto il resto, e anche bene, se di questo suo intrattenimento si accetta una dimostrazione puerile e stressata. Morgan, al contrario, si diverte per due ore, ma preferirebbe essere anche lui figlio di Pooh piuttosto che mostrarlo per un attimo al pubblico o a un compagno giurato. Anche mostrare di essere figlio di Pooh, beninteso.

Risiede in questo la sua particolare rivoluzione comunicativa, che lo rende così affascinante come vero volto televisivo rivelazione degli ultimi anni. E ora che siamo riusciti a parlare di X-Factor senza ancora nominare una sola volta Simona Ventura, è il momento di passare a una breve menzione di come Fiorello abbia reso la puntata di questa settimana una delle più belle di sempre.
A metà del generoso tempo concesso da Rai Due alla formazione professionale di questi musici, il grande entertainer siculo sfotte Mara Maionchi per un quarto d’ora divertendosi e mostrando di divertirsi per davvero. Morgan rosica al suo posto, mentre DJ Francesco

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